OGM: Nichilismo genetico

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Articolo a cura di Giorgia Platania per l’Associazione Culturale Zenit

 

Con il termine OGM si indicano degli organismi il cui DNA è stato modificato attraverso tecniche di ingegneria genetica.  Al fine, cioè, di migliorare (a detta di chi compie o approva queste pratiche) la struttura e le condizioni di alcuni organismi, in diverse modalità e a vari scopi, da essi si isolano, modificano e/o trasferiscono sequenze di DNA.

Gli obiettivi di tale pratica sono molteplici. I sostenitori di un’agricoltura di questo tipo affermano di poter potenziare, per esempio, la resistenza di alcune colture ad avverse condizioni climatiche, con la finalità ultima di aumentare la produzione agricola mondiale. Tuttavia, non solo non esistono validi riscontri in questo ambito, ma c’è soprattutto da chiedersi se sia davvero necessario, quando in moltissimi casi e in vari Paesi ci sono delle leggi create appositamente per arginare il fenomeno di sovrapproduzione agricola.

Altri organismi, invece, vengono “ingegnerizzati” con lo scopo di ottenere molecole farmaceutiche che siano utili per il miglioramento delle condizioni di vita e di salute dell’uomo. Sembra , questa, (e in effetti lo è ) una contraddizione abbastanza paradossale: è risaputo, infatti, che questi organismi debbano essere testati a fondo prima di venire a contatto con l’uomo perché sono concreti, più che potenziali, portatori di rischi per la salute dell’uomo stesso. I test effettuati, inoltre, non solo sono a carico delle stesse aziende biotech che producono gli OGM (il che è un evidente conflitto d’interessi), ma soprattutto non sono assolutamente sufficienti per individuare tutti i problemi che potrebbero far sorgere a lungo termine nella vita dell’uomo e per prevedere gli effetti che potrebbero presentarsi alle generazioni future.

Molti altri sono gli ambiti intorno ai quali potrebbero essere attaccate queste tecniche, quali per esempio il rapporto tra OGM e ambiente  o le ripercussioni sulle economie mondali.  Tuttavia, secondo argomento contrario agli OGM, in ordine di importanza e urgenza, è sicuramente quello riguardante la necessità di salvaguardare la biodiversità.  La creazione a tavolino di organismi idealmente perfetti, ma artificiali nel senso più letterale e negativo del termine, ha la conseguenza diretta e  terribile di eliminare la diversità in natura, che è un bene da preservare invece a tutti i costi. 

L’uomo odierno non sembra rendersene conto, però. Anzi, ogni sua azione è tesa ad eliminare le diversità, in natura e non solo. Sembra che il Bene ultimo sia l’omologazione totale, dei pensieri, dei costumi, persino di ciò di cui non siamo produttori né padroni: il mondo che ci circonda.

Se davvero le esperienze passate dovrebbe essere maestre per i comportamenti futuri, l’Uomo non ha decisamente imparato la lezione. Gli eroi greci sono stati spesso puniti per il peccato più grave di tutti, per la loro hybris, la tracotanza che li faceva sentire pari agli Dei. Ma secoli e secoli dopo, ancora gli uomini si arrogano il diritto di puntare troppo in alto, di sentirsi addirittura essi stessi degli Dei.

Heidegger, già nella metà del secolo scorso, ci avvertiva dei pericoli della tecnica per la tecnica, del progresso per il progresso, senza limiti di sorta. Vedeva l’umanità Über die Linie, sulla linea del nichilismo, all’interno della quale sembriamo esserci stabilizzati e in cui, forse, ci troviamo anche bene.  Cosa ci può essere, infatti, di più tendente al nulla di uomini che utilizzano le loro capacità per distruggere se stessi?

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