Aggressione Nato parte 2, 3 e 4

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Articolo a cura di Alessandro Catalano dell’Associazione Culturale Zenit

Alla fine ci siamo, al confine tra Siria e Turchia si spara, la guerra per dirla in maniera cinematografica è “alle porte”.

Ankara ha iniziato questa notte, tra il 3 e il 4 ottobre, un bombardamento nelle zone di confine, in risposta a colpi di mortaio provenienti dal territorio siriano dei quali non si conosce la fonte di fuoco, anche se è lecito aspettarsi che qualcuno possa aver cercato il casus belli.

La Nato, di cui la Turchia è membro, a seguito di una riunione d’emergenza a Bruxelles, ha subito solidarizzato con Erdogan e condannato la Siria ed Assad, accusati oggi di violare il diritto internazionale, interessante regressione da sceriffi a giuristi per Rasmussen e i suoi soci.

Quello che potrebbe accadere ora è quello che accade di solito quando la Nato riunisce le proprie forze per combattere uno stato (ancora) sovrano, una guerra, bombardamenti, caccia al dittatore, esecuzioni sommarie, caos e destabilizzazione totale di un paese che fino a due anni fa era un’isola felice nel Medio Oriente.

Nel frattempo diverse autobombe sono state fatte esplodere ad Aleppo contro obiettivi militari e civili del governo siriano.

Resisterà la Siria?

Resisterà Assad?

Si, fino all’ultimo, questo è il destino degli uomini liberi, vivere, combattere e morire con il nemico di fronte a sé.

O forse Vincere!

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