HARLAN LABORATORIES: BASTARDI VIVISETTORI

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Articolo a cura di Lucia Bellini, collaboratrice per i temi di Ambiente e Animali dell’Associazione Culturale Zenit 

 

Dopo le adozioni dei 2500 beagles di Green Hill da parte di comuni cittadini, la lotta contro la falsa scienza della vivisezione non è finita. La Marshall Inc. non è l’unico produttore di modelli di ricerca presente anche sul nostro territorio. Un altro fra i più grandi è la Harlan Sprague Dewley fondata nel 1931 a Indianapolis da Howard P. Harlan e 54 anni dopo divenuta una multinazionale di importanza mondiale grazie all’acquisizione della britannica Olac Limited of Oxfordshire. Ad oggi è radicata in tutto il mondo con il nome di Harlan Laboratories con filiali in Italia,  Francia, Spagna, Regno Unito, Paesi Bassi, Germania, Scandinavia, Messico e in Israele.  Per un’azienda come la Harlan non è sufficiente creare ed ospitare animali di ogni specie: ratti, cavie, conigli, criceti, porcellini d’india ma anche i cosiddetti large animals: cani, gatti, maiali, primati non umani, macachi, babbuini e scimmie antropomorfe come i gorilla, gli oranghi e gli scimpanzé. La loro specialità è la produzione di animali geneticamente modificati quindi più versatili per gli esperimenti. Alcuni esempi sono i famosi topi transgenici e gli animali “programmati” a sviluppare svariate malattie come il cancro, o con difese immunitarie adatte ad inoculare alcuni virus come la polio o il vaiolo.  Per l’azienda è importante fatturare e quindi offrire sempre più prestazioni, sempre più redditizie, con margini di profitto maggiori rispetto alla sola vendita di esseri viventi. Nel 2004 infatti acquisisce la RCC Ltd. dichiarando l’intenzione di ampliare i servizi di ricerca su base contrattuale per il settore farmaceutico e chimico in Europa e in Asia. Da allora vendono servizi di ricerca quali test tossicologici, analisi biochimiche, studi farmacologici alle aziende del settore che preferiscono non sporcarsi le mani. Offrono, sempre alle stesse amministrazioni,  servizi attinenti ai modelli di animali da patologia, ossia test in cui vengono studiati animali con malattie in corso, contratte autonomamente, di origine genetica e nella maggior parte dei casi,  indotte dagli stessi ricercatori. Sui loro cataloghi troviamo la possibilità di effettuare prestazioni a richiesta dei clienti, tra cui asportazioni di organi o di parti del corpo dei malcapitati.

Nel nostro paese il colosso americano è presente dal 1993 e ci sono ben tre sedi: due allevamenti, uno a Corezzana (MB) e uno a San Pietro al Natisone (UD) ed un laboratorio all’interno dell’azienda farmaceutica Zambon a Bresso (MI) nel quale conducono esperimenti per conto terzi. In questi stabilimenti non vi è alcuna limitazione contrattuale per ciò che riguarda il tipo di animali che possono essere commercializzati o su cui è possibile ultimare screening e analisi.  Quando nel novembre del 2006 il Fronte di Liberazione Animale entra nell’allevamento di Corezzana, gli attivisti si trovano davanti ad uno spettacolo sconvolgente: migliaia di roditori stipati in pile di plexiglass, decine di cadaveri nei frigoriferi del laboratorio alcuni dei quali impalati con stuzzicadenti e la cella dei macachi sporca di sangue e feci.  In quel caso sono stati salvati dall’orrore 18 macachi e circa 1000 topi, trafugati molti documenti preziosi ed il laboratorio distrutto. Gli animalisti combattono il difficile duello con un nemico crudele e potente che nell’ultimo anno e mezzo ha strappato 416 primati al loro paradiso per trasportarli nei suoi laboratori italiani e quindi metterle nelle mani spietate di chi condurrà loro a morte certa. Il 31 gennaio 2012 il ministro della salute Renato Balduzzi accorda l’ingresso di 900 scimmie nell’arco di tutto l’anno da destinare proprio alla Harlan. L’indignazione esplode lo scorso febbraio quando, grazie alla soffiata giunta all’associazione Freccia45 di Susanna Chiesa, si viene a sapere della presenza di 104 macachi arrivati con un volo della Air China da Pechino e dalle Isole Mauritius. In seguito a manifestazioni pressanti, il presidente della Harlan Laboratories David Brocken promette agli italiani che a Corezzana non arriveranno i restanti 796 primati e che i 104 già presenti nell’allevamento non andranno all’azienda farmaceutica che li ha ordinati per sperimentare su di loro. Al termine della quarantena giunto i primi di aprile, l’Italia intera aspetta notizie ma dopo settimane, mesi non arriva nessun annuncio in merito al destino di questi animali. Il coordinamento Fermare Green Hill paventa che la meta dei macachi sarebbe il Nerviano Medical Center, polo della tortura a pochi chilometri dallo stabilimento di Corezzana , finanziato dalla Regione Lombardia e quindi dal Presidente Formigoni, lo stesso uomo che a febbraio, in una conferenza stampa si impegna tramite un provvedimento, a chiudere gli allevamenti per animali da vivisezione e che pochi mesi dopo decide di stanziare altri 300.000 euro da  aggiungersi ai precedenti 4 milioni e 700.000 euro già riservati dalla Regione Lombardia per il progetto “super pig per xenotrapianti”.

Le basi della Harlan Italia tremano agli inizi di giugno quando il consigliere provinciale di Monza e Biranza Luca Procaccini rivolge interpellanze in Consiglio provinciale e  fa sì che si attivino le ispezioni condotte dalla Polizia provinciale. Gli agenti constatano la presenza di carcasse di roditori inceneriti e smaltiti come lettiera per animali. Gli animali, oggetti di esperimenti come quelli trovati negli stabulari di Corezzana, con farmaci e principi attivi nel sangue una volta soppressi devono essere gestiti come rifiuti ospedalieri e quindi affidati a ditte specializzate. Tale condotta è punita penalmente e i responsabili di Harlan Italy dovranno ora far fronte ad un processo. Per questa ragione e per dare voce all’86% degli italiani contrari alla vivisezione, gli attivisti del No Harlan Group di Udine stanno organizzando nella loro città una manifestazione internazionale per ribadire con forza la volontà di non dover più avere certe notizie a discapito della nostra salute e della vita di esseri che cessano di essere animali per diventare qualcosa di assolutamente diverso da ciò che rappresenta la loro natura. 

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