Pensieri Notturni

Immagine  Scritto da Simone Bosco

Ho appreso solo oggi del fatto. Trovandomi temporaneamente in Emilia non ho avuto modo di venire a conoscenza per tempo della brutta esperienza che l’assessore, Patrizio Placidi, ha dovuto suo malgrado vivere. Questo gesto intimidatorio deve aprire ad una più attenta analisi della situazione sociale del nostro territorio. Ora tralasciando alcune considerazioni di natura sociologica, che per quanto essenziali e necessarie, in questo momento lasciano doverosamente il passo ad un grido forte e chiaro: Noi non dobbiamo avere paura, perché la paura paralizza e rende deboli. Noi dobbiamo essere forti, nei muscoli e nella testa.Per noi la strada è tracciata da tempo. Noi siamo consapevoli che la politica, che ha abdicato con fallaci organizzazioni partitiche e sconsiderate riforme scolastiche, al suo ruolo di educatore, deve per forza di cose tornare ad interrogarsi se la strada del “Homo oeconomicus” sia l’unica griglia di interpretazione della realtà. L’Economia, seppure abbia una certa rilevanza come strumento di analisi, non può essere l’unico strumento d’indagine per capire aspirazioni, desideri e comportamenti degli uomini. Il mio ragionamento parte proprio da quì, che i valori nati da una idea economica non possono essere metro di giudizio dell’agire umano. Per questo dobbiamo affermare con estrema audacia che nulla si realizza senza un’adeguata formazione culturale. Le tradizioni, gli usi e i costumi da soli non bastano a garantire un argine alle tentazioni delle forze corruttrici che albergano nella nostra società post contemporanea, non sarebbero capiti e una tradizione mal compresa è peggiore della sua assenza. Ragionamento che per noi è chiaro e lampante, ma lo è altrettanto chiaro per la molle e debole classe dirigente italiana ed europea? Per questo mi rifaccio alle parole del filosofo Giovanni Gentile “Lo stato non si restaura se non si restaurano le forze morali che nello stato trovano la loro forma concreta, organizzata, perfetta. Lo stato non si restaura se non si restaura la famiglia, e nella famiglia l’uomo, che è la sostanza della famiglia, della scuola, dello stato.” Noi ci troviamo di fronte ad un’azione di restaurazione dello Stato, della Famiglia e dell’Uomo. Ma se lo stato è agonizzante, la famiglia è in via di estinzione e l’uomo sta per scomparire a favore della macchina, seppure le responsabilità risiedono proprio nell’aver rinunciato alla Cultura come fondamento dell’educazione del popolo, a favore di un’orrenda tecno-economia, che ha il solo compito di funzionare e nulla più, a noi non rimane altro che l’azione. Un agire tempestivo prima che tutto andrà disperso per sempre. Dobbiamo dimostrare che la cultura è il carburante della volontà e che nella volontà risiede l’arma più forte per superare le oscure forze corruttrice. La cultura rinforza lo spirito dal quale nasce quel naturale argine morale che si chiama coscienza. Nella coscienza prospera la volontà, unica forza universale che ci da’ forza, che non ci fa tremare, che ci da’ la spinta verso l’agire, che ci fa scattare, raggiungere e in fine vincere. Solo un estremo atto di volontà potrà piegare la materia e se vogliamo la corrotta società post contemporanea.

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