Transustanziazione di una piccola borghesia occidentale

Articolo di Alessandro Catalano/NationalPopArt dell’Associazione Culturale Zenit

Silenzio parla il presidente! Si presenta sempre impeccabile, ben vestito ma sobrio, mai volgare, sempre attento e sensibile, il sorriso bonario che incute sicurezza, che minaccia bontà e cortesia, le parole tutte al loro posto si confondono con ammiccamenti alle nostre coscienze “Cari concittadini!”, “Amiche ed Amici!”, “Fratelli e Sorelle”, poi via con lunghe parole, poco importanti, inutili, superflue, lui è il Presidente! Lui sa quello che è importante per te! Il tuo sacrificio è necessario! Lo dice il Presidente! Lo dice ed è Legge, il diritto divino del custode delle nostre coscienze, la calda coperta in un inverno gelido, la borsa dell’acqua calda per le nostre fredde emozioni, la tinozza dove mettere a bagno i piedi della nostra intelligenza.
Eppure qualcosa ci turba, eppure altrove non c’è questo presidente, altrove non hanno morbide convinzioni protette da una prigione di libertà, altrove ci sono i Cattivi, il lupo di cappuccetto rosso e la strega di Hänsel e Gretel.
Che orrore è mai questo? Quale aborto mancato può creare tali infimi soggetti? Masse che scelgono volontariamente il male, che ergono demoni a capi di stato, demoni malvagi, individui semiumani che non proteggono, gentaglia che fa trasparire l’odio della Sincerità e le ragioni dell’Onore, se solo sapessero queste masse quanto è male l’onore e l’orgoglio, sentimenti sbagliati, non idonei, pugni al fegato di un sobrio ometto.
Ci mancano le parole, fortunatamente non le bombe, tutte queste canaglie la pagheranno, ma noi, i buoni, i cacciatori di una pace eterna saremo misericordiosi e quello che si deve fare sarà fatto, queste CANAGLIE spariranno.
Ma che succede, continuano a parlare, ne elimini uno e ne escono fuori altri due? Ma come fanno? Quale Dio può essere tanto malvagio da moltiplicare le voci crudeli della Verità?
Stiamo impazzendo! I nostri numeri, le nostre cifre si confondono alle carni di questi profeti di assurde pretese, vi prego ridateci le catene, tappate le nostre orecchie, chiudete i nostri occhi, non possiamo sopportare lo specchio che i sadici nella loro libertà ci pongono di fronte.
Ma le catene non ci legano più, le orecchie non si chiudono, gli occhi si fanno spalancati,           i cuori che credevamo di aver definitivamente cancellato dal mondo sbalzano nei nostri magri petti, e il loro battito è una marcia, e ora inaspettatamente vogliamo bene a quelle masse, quei popoli si fanno musiche e colori, quei capi di stato antichi cavalieri e riusciamo solamente a provare un nuovo sentimento, un nuovo Amore, Grazie Stati Canaglia, Grazie Capitani Coraggiosi.

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