IL PUNTO DI NON INCONTRO TRA DESTRA ISRAELIANA e DESTRA EUROPEA

Abbiamo il piacere di poter proporre il contributo di un fraterno amico fiorentino unito a noi da vincoli inestinguibili. La sua lucida ed incisiva analisi si erge a principio chiarificatore intorno agli equivoci della dicotomia destra/sinistra e – collegando sapientemente i due argomenti – delle presunte radici comuni tra Europei ed Ebrei. L’articolo è uscito in anteprima sul rinnovato bollettino dei camerati di Controvento, a cui vanno la nostra stima e il nostro in bocca al lupo!
 

Si suole parlare di destra israeliana per indicare quell’ala politica che utilizza, al pari della destra europea, programmi incentrati sui vincoli etnici e nazionali del popolo, atti a proteggere e vivificare un’unità a base razziale e religiosa.

Detto ciò, a titolo d’esempio, il sionista-semita Likud di Netanyahu ed il francese-europeo Front National di Le Pen emergono pericolosamente vicini. Un ambiguo punto di incontro che alimenta una “tradizione” a noi estranea e nociva se lasciata sviluppare senza opporvi alcuna resistenza.

 

Una inevitabile similitudine tra destre si presenta all’occhio grossolano, nella forma e nell’uso di una comune terminologia. Oltre le banali valutazioni esteriori e fonetiche troviamo però, almeno in origine, essenze antitetiche.

La destra europea contemporanea – il sopracitato FN è tra le sue espressioni “meno peggio” – è da considerarsi empio simulacro di un passato sconosciuto ai più; per l’aspetto sostanziale già accennato non dovrebbe sussistervi alcun intimo parallelismo con la controparte israeliana, mentre invece quest’ultima è divenuta “faro nell’oscurità” per il destino dei popoli d’Europa a seguito delle calamità da essi subite con ritmo incalzante negli ultimi secoli.

Nell’oscurità ci siamo, verissimo, che la neonata nazione israeliana possa indicarci la via per uscirne è una maligna contraddizione.

E’ da attribuire proprio all’emancipazione dell’Ebreo (per causa di forza, occulta, maggiore) la messa a morte dell’interiorità tipica alla Destra aristocratica e virile, dall’influenza manipolatrice ebraica (connessa ad un odio atavico non estirpabile) infettata in quella sovranità dove la società tradizionale come prerogativa espone le difese più labili ossia nel maneggio del denaro poi perfezionato nell’esercizio del commercio e della finanza.

Questa evoluzione avviata nell’economia e da lì in seguito nei vari domini prima preclusi quali religione, cultura, governo, i temi tanto cari alle singole Rivoluzioni riconducibili ad una Totale/mondialista, mostra gli esiti più grotteschi nell’età moderna: ci viene concesso l’onore di assistere a forme di autorità sempre sovversiva, non più occulta ma tracotante nella nitida applicazione dell’eufemistica alleanza noachica.

Tra le innumerevoli prove a riguardo, una in particolare spicca per infamia.

Nella maniera più assoluta non può essere appoggiata l’ostilità nutrita dai belligeranti agnellini nei confronti del “novello Hitler” Ahmadinejad, mirino/spauracchio per colpire l’ effettivo bersaglio sionista ovvero lo Spirito insito nel popolo iraniano: Europa ed Iran sono vincolati da palesi interessi materiali-energetici che ne fanno partner geopolitici naturali ma più di ogni altra cosa sono uniti nel comune quanto indissolubile lignaggio Iperboreo. Tutto il resto, bomba atomica, Al-Qaeda, etc. è ignobile disinformazione mistificatrice per mettere gli uni contro gli altri.

Possiamo esibire i medesimi argomenti riferendoci ad un altro “nemico” ancor più immaginario: la Russia, vale a dire l’Europa Orientale.

Non a caso queste due Nazioni, svicolate da controlli estranei, hanno sancito una profonda intesa intanto che le presunte destre europee s’accodano alla paranoia giudaica.

Assistiamo dunque ad una devoluzione essenziale dallo stato originario ad uno bastardo.

 

Potenzialmente vi è ancora adesso un senso d’appartenenza Indoeuropeo ed uno Semita separati da eredità/tradizioni che veicolano il medesimo concetto identitario in direzioni opposte e contrapposte, complementari solo in una visione duale del Cosmo dove il “Bene” è inerte senza il “Male” e viceversa.

Riassumendo, destra europea e destra israeliana (gergo corrente per definire principi eterni) sono interiormente avverse.

L’ultima manifestazione attribuibile ad un puro spirito Indoeuropeo si ha nello splendore di Roma e nell’investitura divina dell’Impero a tutore della pace universale <<Pax Augusta et Romana>> stato di unificazione dovuto all’azione del pactum, ciò che unisce nel centro polare i due opposti (1) , un periodo storico e metafisico distintosi per concordia civile e religiosa tra i popoli.

Il comando temporale spettava al binomio tra Caste guerriera e sacerdotale ma a governare erano l’etica e la spiritualità trasmesse verticalmente dal Cielo (principio Uranico).

Saranno il graduale e ciclico calo di tensione trascendente assieme al diretto aumento delle prerogative materialistiche ad innalzare la figura dell’Ebreo che comprometterà dall’interno la società organica tradizionale, nella quale era incluso ma auto-emarginato, traguardo raggiunto seducendo le bassezze di mercanti e servi ovvero le Caste prive di differenziazioni qualitative quindi più vicine per mancanza di essenza al suo regno ctonio orizzontale (principio Tellurico).

Attraverso ciò che oggi chiameremmo think-tank (centri di pensiero) sono state elaborate forme mentis innocue e benevole per gli “eletti” quanto letali per i gentili, non-eletti o goym: l’inversione nella gerarchia delle Caste ha fornito fin dagli esordi un vasto credito al rinomato intelletto immanente semita, il quale arriverà a controllare il nucleo della società, a questo punto ebraicizzata, assumendo i lineamenti più consoni all’epoca ed al luogo, esempio: culti peregrini cripto-giudaici, razionalismo, illuminismo, ideologia liberalistica e democratica, socialismo, capitalismo, evoluzionismo, psicanalisi, etc.

La discesa dell’Ordine e l’ascesi del contro-Ordine indirizzerà l’eterno conflitto cosmico a favore delle forze caotiche e dissocianti.

Attribuire quindi la nascita di un sentimento identitario (giudaismo/sionismo/destra israeliana) alla mera fondazione dello Stato d’Israele è disonesto: così facendo si sminuisce il lavoro “patriottardo” di migliaia di israeliti avanti Cristo e pre-Balfour!

 

La (futura) destra israeliana con l’egregia padronanza dei principi tanto cari <<per mezzo dell’inganno faremo la guerra>> è riuscita nel corso di un periodo durato svariati secoli a porre le basi per l’attuale supremazia globale, un potere altrimenti inavvicinabile in uno scontro aperto perciò lucente con i popoli del Sole pena la più totale capitolazione.

Non si può certo rinfacciare allo scorpione d’aver punto la rana, dopotutto è la sua ragione di vita e va accettata.

Risulta invece impossibile avere la stessa magnanimità nei riguardi di chi ignora cosa sia spiritualmente la Destra, al di là della “semplice” arte di governo, per non parlare degli stolti che giungono a disprezzare la stirpe d’appartenenza.

La fedeltà alla natura propria è il fondamento etico della persona tradizionale. (2)

Rifiutare i vincoli etnici e/o nazionali invece è scelta a noi propinata “libera e discolpata”. Tuttavia va detto, all’interno della comunità ebraica a simili iniziative si replica ancora oggi con l’accusa di tradimento, il disconoscimento e la persecuzione.

E’ interessante saperlo perché l’Europeo deve a Lor Signori – gli ultimi razzisti retrogradi legati alla discendenza sanguinea – il “progresso” che ha fatto abbandonare l’antica visione tradizionale dell’Essere e favorito una Destra ridimensionata, senza maiuscola e senza vocazione spirituale, partito tra i partiti, tutti d’accordo nell’intento di livellare la razza bianca verso il basso.

Da fine ‘700 in avanti l’aver concesso alla sovversione di influenzare il diretto comando delle Nazioni, soprattutto via nazionalismi, ha prodotto esiti catastrofici: la Grande Guerra rappresenta il sacrificio demoniaco di milioni di esistenze europee e la sconfitta dell’Impero di ispirazione tradizionale, concezione vanamente ripresa dall’Asse perché composta di nazionalismi ancora succubi della Materia (esempio classico, il gretto razzismo biologico) e solo in parte rettificati al modello di sorgente solare.

Nel secondo dopo guerra la destra europea manterrà poi, non senza l’approvazione dell’Ebreo vincitore, le ambigue spoglie dei nazionalismi nei quali si radicheranno le già presenti componenti ebraiche che hanno reso il conflitto invincibile perché appunto combattuto con le stesse armi del nemico.

Inizia l’ultima ed attuale fase regressiva che spinge la destra europea a covare con folle ardore le stesse finalità dell’Ebreo prossimo israeliano: la Massoneria, demolito l’Ordine e donato al suo dio ctonio un immane offerta di sangue, non ha più la necessità di sussurrare negli orecchi dei reggenti poiché la stessa elite politica viene scelta all’interno delle sue Logge; all’alba di uno storico collasso, il capitalismo, parte del “progresso” industriale e commerciale (base e fianco debole dei nazionalismi ottocenteschi), viene supportato da una destra più finanziaria che statale, incurante del terreno franoso sotto i piedi perché schiava di un filo-americanismo suicida.

Così è avvenuto il distacco del Populus dal Fatum, ciò che “allude alla parola rivelata, soprattutto a quella delle divinità olimpiche, che dà a conoscere la norma giusta fas(3) viene congelato ma non annullato.

Nel frattempo l’Ebreo ha scelto per sé la stessa forma ideologica nazionalista (sionismo) per venire a galla e mostrarsi. Un nazionalismo particolare quello israeliano perché incurante del concetto di Natio, almeno fino a quando non si impossesserà, senza alcun diritto legittimo, della Palestina.

 

Le stravaganze della destra israeliana non si fermano qui; è impresa ardua distinguere cosa non sia “destra” all’interno (e fuori) la Knesset: credere ad una disparità di opinioni vuol dire credere alle barzellette.

La “sinistra”, affatto progressista, è parimenti rigurgitante messianismo e fondamentalismo talmudico, ascolta e mette in pratica le direttive rabbiniche ed è composta da ex-agenti Mossad (Livni), militari complici di stragi indiscriminate (Sharon), massoni opportunisti (Peres), tutte figure alquanto controverse che la sinistra nostrana solitamente s’affretta ad affiancare allo stereotipo del destroide.

Ne deriva che Israele è coerentemente belligerante e simulatrice quanto granitica, al pari dell’Uranica Europa dei Re e dei feudi, nel difendere il relativo principio, nel suo caso, Tellurico.

Questo definitivo ed eterno punto di non incontro tra noi e loro ci permette di affermare che la destra israeliana ricalca la forma consona a quell’Europa retta sulla Tradizione Romana Imperiale invertendone però l’essenza: Pace, Verità, Giustizia, le qualità connesse al ciclo aureo si occultano per lasciare spazio a caos, inganno, tirannia, tratti distintivi del ciclo ferreo e ben visibili ovunque nell’età moderna.

L’Ebreo/israeliano nel suo habitat naturale acquisisce quindi una superiorità nei confronti delle altre razze, in barba alle passate battaglie egualitarie <<tutti gli animali sono uguali, ma qualche animale è più uguale degli altri>>; gli effetti di tale leadership sono quelli tristemente conosciuti: Stati rovinati dalle servitù monetarie, guerre senza fine in Afghanistan e Iraq in nome dell’autodeterminazione dei popoli, l’inarrestabile genocidio palestinese per difendere l’unica democrazia mediorientale, false flags ed omicidi mirati coperti alla bene meglio, libertà d’informazione atrofizzata dall’apparato propagandistico sionista, consapevolezza generale condizionata da televisione rincretinente e sport-truffa, leggasi calcio.

Un misto di Bradbury, Orwell, Huxley ed Harrison (4) tuttavia reale e non immaginario.

Nel suddetto contesto la destra europea contemporanea/nazionalista è mantenuta in vita artificialmente al solo scopo di legittimare le sovrastrutture democratiche parlamentari: senza la sua presenza (i continui servigi che rende al padrone, volente o nolente) non vi sarebbe antagonismo con la sinistra e nemmeno la conseguente dispersione deleteria di uomini ed energia, forze indispensabili per un’eventuale restaurazione dell’Ordine solare.

L’Ebreo in mancanza di contrasti tra non-Ebrei, creati ad hoc e vantaggiosi al suo governo occulto <<Divide et Impera>>, cadrebbe per mano della Destra europea non più schiava dell’oro e della menzogna, di nuovo libera di affermare la propria etica spirituale ed i principi Augustei; come la Tradizione ha ceduto il passo alla Rivoluzione, la contro-Tradizione potrà essere sconfitta solo dalla Reazione:

 

Bisogna rievocare valori, da dirsi «ariani» sul serio, e non sulla base di concetti vaghi e unilaterali soffusi da una specie di materialismo biologico: valori di una spiritualità solare e olimpica, di un classicismo fatto di chiarezza e di forza dominata, di un amore nuovo per la differenza e per la libera personalità e, in pari tempo, per la gerarchia e per l’universalità che una stirpe nuovamente capace di elevarsi virilmente dal «vivere» al «più che vivere» può creare di contro ad un mondo dilacerato, senza principi veri e senza pace.” (J. Evola)

 

 

VEMST

 

(1) L.M.A.Viola, Essere Italiani.

(2) Ibidem.

(3) J. Evola, L’Arco e la Clava.

(4) Autori delle opere profetiche: Fahrenheit 451; 1984; Brave New World; Roller Ball Murder.
 
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