Le Idi di Marzo

La magica alchimia che accompagnò il glorioso cammino di Roma produce pagine di storia talvolta indecifrabili. Proprio nel giorno delle Idi di Marzo, momento di ottimi auspici per la tradizione romana, si consuma il delitto più vile e luttuoso, quello perpetrato ai danni dell’uomo di maggior rilievo dell’età classica. La luce immensa emanata dalla figura di Caio Giulio Cesare – brillante giovane nato nella modesta Suburra romana nel 100 a.c. , astuto uomo politico e militare, influente personalità che cambierà in modo indelebile le sorti di Roma, traghettandola dalla fase repubblicana a quella imperiale – giunge fino a noi, rendendogli la carica di Dittatore perpetuo.
 
« Da parte di madre mia zia Giulia discende dai re; da parte di padre si ricollega con gli dei immortali. Infatti i Marzii Re, alla cui famiglia apparteneva sua madre, discendono da Anco Marzio, ma i Giuli discendono da Venere, e la mia famiglia è un ramo di quella gente. Confluiscono, quindi, nella nostra stirpe, il carattere sacro dei re, che hanno il potere supremo tra gli uomini, e la santità degli dei, da cui gli stessi re dipendono. »

(Svetonio, Cesare, 6, traduzione di Felice Dessì)
 

 
 
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