13-15 febbraio 1945: bombardamento di Dresda

Il 16 febbraio del 1945 un Terzo Reich ormai trafelato ma non ancora arreso, conta i danni ingenti prodotti da una tre giorni di bombardamenti perpetrati sulla città di Dresda. Un attacco violentissimo e premeditato atto esclusivamente all’uccisione di civili, dato che Dresda fu dichiarata fin dal 1944 "città aperta", priva di obiettivi industriali e bellici, nonchè luogo di concentramento degli sfollati. In secondo luogo, l’azione è da ritenersi un crimine verso la civiltà europea, data l’intenzione anglo-americana di colpire al cuore un simbolo di arte e cultura, radendo al suolo uno dei centri più rappresentativi in tal senso. Decine di migliaia i cadaveri rinvenuti nei momenti immediatamente successivi al bombardamento e tanti altri, le cui stime risultano incalcolabili, rinvenuti negli anni a venire fino al 1966. A quando una giornata della memoria per ricordare i crimini dei regimi liberal/capitalisti? La domanda è chiaramente retorica; il moralismo, in quanto ipocrisia, pecca di consistenza e dunque si dissoglie innanzi all’intramontabilità del vecchio adagio "vae victis".
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