Base NATO a Vicenza

In rete si stanno raccogliendo firme, per le strade della provincia veneta sfilano manifestazioni di proteste, giornali e TV hanno di che cianciare…

La nostra impressione è che, nonostante le buone volontà, il documento passerà anche alle camere. D’altronde cosa ci si può aspettare da un paese occupato da forze straniere fin dal lontano 1945 e che fin da allora non ha mai dimostrato la propria sovranità?

 

(ANSA) “VICENZA – Il Consiglio comunale di Vicenza, al termine della lunga discussione sulla base americana in città, ha approvato con 21 voti favorevoli, 17 contrari e 2 astenuti, l’ordine del giorno della maggioranza di centro destra, favorevole al raddoppio della base, a condizione che l’aeroporto Dal Molin rimanga civile e da esso non partano voli militari operativi.

E’ stata bocciata dal consiglio comunale la richiesta del centrosinistra di un referendum cittadino sul progetto del raddoppio della base Usa in città. L’assemblea di Palazzo Trissino, dopo aver approvato ieri notte l’odg della maggioranza che dà il via libera alla nuova base americana, ha invece respinto l’ordine del giorno dell’opposizione che chiedeva appunto il referendum.

Contro questa possibilità si sono espressi 20 consiglieri del centrodestra, 17 quelli a favore, tutti del centrosinistra.

La decisione finale sull’ampliamento della presenza militare a Vicenza, con la riunificazione di tutti gli uomini della 173/A brigata paracadutisti, spetterà comunque ora al Governo italiano, in particolare al ministro della Difesa Arturo Parisi.

Nella piazza antistante il palazzo municipale, si sono svolte tre distinte manifestazioni, una – circa trecento persone – in favore dell’ampliamento della base, una di appartenenti ad Azione Sociale, contrari, e la terza, che contava circa 1500 persone e che dimostrava il proprio dissenso al raddoppio della presenza Usa a Vicenza con striscioni, fischietti, trombe e tamburi.

Il consiglio comunale dice si, palla passa al governo

La nuova base militare Usa a Vicenza supera il primo ostacolo: il Comune, con i soli voti della maggioranza di centrodestra, ha detto sì al raddoppio della caserma Ederle, nel sito dell’aeroporto Dal Molin. Ma il via libera di Palazzo Trissino è in realtà un rilancio della palla a Roma, al ministero di Arturo Parisi, che dovrà dare l’ok finale al piano del Pentagono, valutando impatto sociale e ambientale su Vicenza.

I vertici militari Usa sono intenzionati all’ unificazione nella città veneta di tutti i 5.000 paracadutisti della 173/A brigata aviotrasportata. In questo momento circa 2.600 soldati si trovano a Vicenza, nella caserma Ederle, gli altri sono dislocati in un’altra base in Germania. Una richiesta che, secondo lo stesso Parisi, appare rispondente con lo spirito di amicizia esistente tra Italia e Stati Uniti e in continuità con la natura della precedente presenza militare americana. Ma contro la massiccia presenza militare a stelle e strisce si schierano i partiti della sinistra, Prc, Comunisti Italiani, Verdi, ma anche Ds, che in queste settimane hanno fatto pressione sul ministro Parisi per un ripensamento. In realtà, sostiene la Verde Luana Zanella che lo ha incontrato due giorni fa con altre parlamentari venete, il ministro della Difesa avrebbe spiegato che sulla nuova base vicentina nessuna decisione è stata ancora presa dal Governo italiano. In ogni caso, la maratona svoltasi ieri sera e proseguita nella notte a Palazzo Trissino ha visto la vittoria netta di quanti si schierano a favore del nuovo insediamento americano all’aeroporto Dal Molin.”

 

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